Rapimenti alieni ufo abduction

Rapiti da alieni ,ufo abduction, inconti ravvicinati e quant'altro .
Il fenomeno dei rapimenti da parte dei cosidetti grigi o alieni extra terrestri, come preferite è sempre in maggiore crescita , infatti le ufo abduction (da to abduct cioè rapire, sequestrare, privare) sono state definite come "il prelievo forzato di soggetti umani, di ambedue i sessi e di età estremamente variabile, ad opera di entità o creature di natura non umana." E' descritto come una complessa serie di eventi correlati tra loro che vede come soggetto subordinato l'uomo, reso passivo e totalmente sotto il controllo di Entità Biologiche Extraterrestri contro le quali la vittima del rapimento sembra non poter opporre alcuna resistenza. I rapiti dicono che gli alieni riescono a prendere il controllo della nostra psiche governandoci come dei robot telecomandati. Gli alieni sembrano volerci rapire per studiare le nostre caratteristiche, sembra che in Italia siano oltre 700 i rapiti. Corrado Malanga afferma che gli alieni sono tra noi e che addirittura si riproducano con noi....
Di seguito vi proponiamo un'intervista a Ivano Soldano che afferma di venir rapito periodicamente dai grigi:
D) Ciao Ivano , immagino che la tua storia abbia un preciso momento, da quando ti succedono dei fatti misteriosi.. Se vuoi raccontarci...
R) Beh tutto venne fuori una sera, dopo aver accompagnato la mia fidanzata a casa dei suoi genitori, in provincia di Milano. Riparto da casa sua, con la mia Golf in direzione Biella dove abito con il cane Rufus. A metà circa del tragitto ad un certo punto l'auto si ferma il motore fuma., allora apro la porta per controllare il motore ma la porta inizialmente si apre di qualche centimetro poi una forza incredibile bloccò la porta dell'auto bloccandomi di fatto all'interno dell'auto fumante.Così preso dal panico decido di spaccare il vetro e di calarmi fuori dall'auto . Da questo momento non ho più nessun ricordo dopo aver rotto il vetro dell'auto venni come sopraffatto da un'incredibile senso di tranquillità che in breve degenerò in uno stato di trance incosciente. La cosa incredibile e che io non ho altri ricordi di quest'esperienza e anche la mia auto sembra non aver vissuto quell'esperienza in quanto il vetro che spaccaim,al mio rinvenimento era perfettamente al suo posto senza nemmeno un graffio. Inoltre al mio " risveglio" mi trovai ad oltre 1000 km da casa con l'auto parcheggiata a 500 metri da dove mi trovavo.Mi rapirono tra Milano e Biella e nel giro di 2 ore mi ritrovai con la mia auto ad oltre 1000 km dal luogo del rapimento.
D) In seguito a questo fatto hai avuto altre esperienze o contatti?
R) La cosa strana è che dopo che questi fatti mi sono avvenuti , sono stato contattato da un signore con l'accento inglese che un giorno si presentò a casa mia con delle buste piene di codici scritti in una lingua sconosciuta, mi disse di non preoccuparmi che lui sapeva ...Poi prima di andare tirò fuori una siringa e mi ignettò qualcosa nella gamba. Da quel giorno Ongi notte alle 24 mi sveglio con gli occhi girati all'indietro teso come una corda di violino.
Dopo averci rilasciato quest'intervista il signor Ivano è scomparso senza lasciare tracce...
In Italia abbiamo un esperto mondiale di rapimenti alieni ufo abduction
Corrado Malanga intervistato da Marcella Miriello
“Ho ipnotizzato 400 rapiti dagli alieni
So che quelle persone
dicono la verità”
L’ufologo Corrado Malanga, ricercatore a Pisa,
ha messo a punto una tecnica
“Con l’ipnosi regressiva posso scavare nella
memoria. Sono al sicuro dalle bufale”
«E’ notte e percorriamo una stradina non asfaltata. Sulla
sinistra c’è uno spiazzo con alcuni camion militari e lì atterrano i dischi. Ce
ne sono tre. Esseri biondi, alti più di due metri, mi conducono in una base
sotterranea, dove mi sparano un piccolo proiettile nella narice».
Per la scienza ufficiale questa testimonianza è solo il racconto di un terribile incubo, ma per alcuni ricercatori è molto di più: è la descrizione di un rapimento alieno.
Corrado Malanga, ricercatore di Chimica Organica all’Università di Pisa e ufologo, ha cominciato ad occuparsi del fenomeno delle «abduction» (i rapimenti) una ventina di anni fa e da allora ha lavorato con oltre 400 presunti rapiti, gli «addotti».
M.M.: «Professore, quali tecniche ha sviluppato per tentare di
comprendere il fenomeno delle "abduction"?»
CORRADO MALANGA: «L’ufologia si
era sempre e solo occupata di analizzare fotografie, impronte e strutture
molecolari del terreno. Ma a me non bastava: volevo guardare nella testa dei
soggetti che sostenevano di aver vissuto esperienze con gli Ufo. Così ho
iniziato ad utilizzare le tecniche di ipnosi regressiva elaborate dal celebre
psichiatra americano Milton Erickson. Scavando all’interno dell’inconscio,
infatti, si possono riportare in superficie esperienze rimosse. L’inconscio è
come un hard disk a una sola scrittura: una volta registrate le esperienze, non
si possono più modificare».
M.M.: «I critici del fenomeno ufologico sostengono il contrario:
come si fa a essere sicuri che i racconti non siano pure invenzioni?»
CORRADO
MALANGA: «L’ipnosi correttamente condotta non permette all’inconscio di dire
menzogne. Esistono tonnellate di letteratura scientifica a riguardo. Ma non
solo. Per verificare che il soggetto dica la verità lavoriamo anche con la
Programmazione Neuro Linguistica, una scienza che si basa sul seguente assioma:
“Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei”. Il movimento del corpo, infatti, è la
rappresentazione cinematica della volontà dell’inconscio. Analizzare il
movimento dei bulbi oculari, ad esempio, permette di distinguere tra ricordi
falsi e ricordi vissuti e reali».
M.M.: «E a quali conclusioni è giunto?»
CORRADO MALANGA: «I
racconti di rapimenti sono tutti uguali. Alcuni sono sovrapponibili fin nei
minimi particolari. Eppure i soggetti non si conoscono. Gli “addotti”, ad
esempio, descrivono le stesse creature. Sono di quattro tipi: c’è un essere
biondo, alto due metri e 80, con la tuta attillata e l’occhio a pupilla
verticale. Poi c’è un alieno che somiglia ad un coccodrillo in piedi, con il
muso da serpente e le mani palmate. Alcuni “addotti” descrivono invece una
specie di mantide alta più di due metri. Infine c’è un essere piccolo, alto un
metro e 20, glabro, con tre dita, il pollice opponibile, senza orecchie e con
gli occhi grossi».
M.M.: «Quest’ultimo, però, sembra proprio la rappresentazione
classica dell’alieno che si vede nei film e sulle t-shirt. Non è un po’
deludente?»
CORRADO MALANGA: «Non c’è da stupirsi. Prima è nata la
testimonianza, poi la maglietta. Ma le analogie non finiscono qui. Tutti gli
“addotti” hanno raccontato di essere stati condotti dentro laboratori
sotterranei e immersi in un liquido contenuto in cilindri verticali trasparenti.
Dalle testimonianze degli oltre 400 soggetti messi in ipnosi finora abbiamo
capito che gli alieni vogliono rubare la nostra “Anima”, nel senso che gli
attribuisce Platone. Solo così queste creature possono garantirsi
l'immortalità».
M.M.: «E’ una teoria estrema. Ma chi sarebbero gli «addotti»? C’è
un identikit?
CORRADO MALANGA: «Non esistono distinzioni di ceto, il fenomeno
colpisce tutti: professori universitari e contadini, ricchi e poveri, uomini,
donne e gay. Dalle nostre ricerche abbiamo però scoperto che, se un soggetto è
“addotto”, lo è anche la madre, il padre e perfino i nonni. Supponiamo quindi
che la scelta sia anche di natura genetica».
M.M.: «Alcuni ricercatori sostengono che le «abduction» siano
riconducibili ad allucinazioni dovute a un disturbo del sonno. Come
risponde»?
CORRADO MALANGA: «Ci sono stati diversi tentativi del governo
americano di mascherare le “abduction” con malattie mentali o con un tipo di
insonnia con paralisi notturna. Il capostipite è Roger Mc-Nally. Ma i suoi dati
sono stati contestati da una serie di ricercatori. In più questa sindrome non
spiega le prove oggettive: cicatrici, disturbi fisici e microimpianti nel
corpo».
M.M.: «Microimpianti? Di che cosa si tratta»?
CORRADO MALANGA:
«Attraverso la Risonanza Magnetica e la Tomografia Assiale Computerizzata
abbiamo scoperto minuscoli pallini conficcati nel palato, nel naso e negli
occhi. Crediamo siano microchip di controllo. Negli Usa il professor Derrel Sims
ha estratto alcuni di questi microchip e li ha fatti analizzare. Diversi
elementi presentano percentuali isotopiche differenti da quella terrestre. Gli
isotopi sono atomi che si distinguono per il numero di neutroni presenti nel
nucleo. E questo numero non è lo stesso in tutte le parti del cosmo. Insomma,
non c’è dubbio che gli impianti siano di origine aliena».
