| Aloe vera, l'Aloe ferox e l'Aloe arborescens |
Il termine latino dell'aloe selvatica è Aloe Ferox. Spesso questa pianta viene confusa con l'agave e, per tale motivo, si pensa comunemente che appartenga alla famiglia delle cactacee, mentre invece appartiene a quella delle liliacee. L'Aloe Ferox cresce nella regione vergine ed idilliaca del Capo, in Sud Africa. Grazie alla sua composizione biochimica, l'aloe selvatica è una vera e propria farmacia portatile.Le aloe con valore medicinale sono: l'Aloe vera, l'Aloe ferox e l'Aloe arborescens. I marinai navigando da est ad ovest alla ricerca di una rotta intorno al mondo, utilizzavano l'aloe per medicare la loro pelle screpolata dall'acqua salata, dalle funi e dalle vele irruvidite dal mare. I missionari dei Paesi mediterranei fecero conoscere l'effetto calmante dell'aloe ai primi abitanti delle Americhe. Alla fine degli anni 40 il trattamento a base d'Aloe arborescens e ferox si rivelò ottimale su persone colpite da radiazioni nucleari. Numerosi esperimenti hanno dimostrato i diversi effetti terapeutici di queste piante: - effetto antimicotico (per affezioni causate da funghi) - effetto anticancerogeno - effetto antinfiammatorio I principi attivi dell'aloe stimolano la rigenerazione e il rinnovamento cellulare e contemporaneamente ne rallentano l'invecchiamento Proprietà terapeutiche tradizionali Conosciuti da sempre, ma da parecchio tempo ormai lasciati nel dimenticatoio, gli effetti terapeutici dell'aloe rivivono oggi un'autentica rinascita. Vecchi dipinti rupestri africani raffigurano le aloe e i loro impieghi. I Fenici, i Greci, i Romani ci hanno tramandato numerosi consigli relativi agli effetti preventivi e curativi di diverse malattie delle foglie e dell'estratto dell'aloe. Pare che le due celebri regine Cleopatra e Nefertiti, non si siano servite solamente del latte di giumenta come cosmetico ma anche del gel d'aloe. Una delle possibili cause della morte di Cleopatra sarebbe stato l'elevato contenuto in piombo dei suoi cosmetici, utilizzando solo prodotti a base d'aloe sarebbe stata bella anche in età avanzata! Una nota su un papiro vecchio di 3500 anni descrive in geroglifici il valore medicinale dell'aloe. 2000 anni fa il medico Dioscoride spiegò gli effetti terapeutici dell'aloe nei casi di colpo di sole e ustioni. Egli raccomandava l'aloe per la cura della pelle, dei capelli e differenziava chiaramente le due secrezioni dell'aloe: - il succo amaro e giallastro estratto dall'epidermide verde, la superficie della foglia, - il gel estratto dall'interno della foglia; Ma veniamo alle numerose proprietà del succo puro di Aloe Vera: assunto per via interna complessivamente esso depura l'organismo sia dalle tossine esogene, provenienti quindi dall'esterno, introdotte per via orale o respiratoria, che da quelle endogene, prodotte quindi direttamente dalle nostre cellule, come i cataboliti, aiutando così l'azione depurativa del fegato, dei reni e del sistema linfatico. Inoltre stimola e riequilibra il sistema immunitario, aumentando le difese dell'organismo; è di aiuto nei problemi ossei e articolari, come l'artrite; svolge una marcata azione eupeptica, colagoga, antinfiammatoria sull'apparato digerente, con effetto cicatrizzante, riepitelizzante, riequilibrante del pH e della flora batterica gastrointestinale. Il succo puro di Aloe Vera è perciò utile in caso di disturbi gastrici quali gastrite e ulcera, colite e colon irritabile, emorroidi, ma anche reumatismi; la grande ricchezza di vitamine, minerali e aminoacidi fa del succo di Aloe Vera un ottimo antiossidante, nutriente e tonificante cellulare. Per uso esterno il gel di Aloe Vera è largamente conosciuto per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive, calmanti, idratanti, anestetiche, rinfrescanti, cicatrizzanti, antibiotiche, quindi il suo uso è ideale in caso di pelle secca e danneggiata, mani screpolate, irritazioni della pelle e ustioni, scottature solari, punture di insetti, prurito, abrasioni e dermatiti, lesioni ulcerative, piaghe, pustole della varicella pruriginose, nonché trattamenti pre-solari e doposole. Comunemente si crede che il marcato effetto emolliente e risanante dell'Aloe vera gel sia da ascrivere alla presenza in esso di polisaccaridi, ma queste sostanze, da sole, non spiegano i numerosi effetti benefici di questo gel, per cui è lecito affermare che le sue numerose proprietà siano il frutto di un sinergico effetto di questi composti con le altre numerose sostanze presenti; il significato stesso di sinergia ci dà la spiegazione: il termine deriva dalle parole greche sin=insieme ed érgon=opera, che sta proprio ad indicare un'azione correlata a più strutture, la somma, il potenziamento di un'azione dovuta ad elementi che lavorano "insieme", come avviene nell'estratto vegetale integrale, 'in toto', che è sempre più attivo dei principi attivi isolati, anche se usati contemporaneamente. Questo dimostra ancora una volta, ma forse non ce n'era bisogno, che l'uomo non è ancora riuscito a copiare la Natura!E' notevole il fatto che gli usi antichi di questa pianta sono gli stessi di oggi: tutti gli studi e le ricerche moderne non hanno fatto altro che confermare la validità di quello che più di mille anni fa già si metteva in pratica. Il fatto che l'uso dell'Aloe Vera non si sia diffuso come era lecito aspettarsi, è dipeso dal fatto che non si conoscevano adeguati sistemi per una razionale e sicura conservazione dell'estratto della pianta, problema che oggi è stato superato. L'Aloe è una pianta grassa dalle foglie succulente, il cui nome deriva forse dal termine greco "als-alòs", che vuol dire sale, ma anche mare, forse a significare che il suo habitat è proprio vicino al mare; mentre un'altra derivazione attendibile sembra essere quella che la fa discendere dal vocabolo arabo "alua", che vuol dire amaro, come in effetti è amaro il succo completo della pianta. Sotto il nome di Aloe sono elencate numerose specie di questo genere di piante (circa 250) che appartengono al genere delle Liliacee, ma la specie oggetto di questa trattazione è solo l'Aloe Vera, intendendo con questa definizione l'Aloe barbadensis Miller. L'habitat di questa pianta è molto vario, infatti comprende sia il bacino del Mediterraneo, sia i paesi orientali quali Africa orientale, India, isole dell'oceano Indiano, ma anche il continente Americano, dal Texas al Messico fino al Venezuela, e anche l'Oceania. La pianta cresce spontanea su terreni secchi e calcarei, ma si può anche coltivare, sia per seme che per talea. Dalle foglie della pianta di Aloe Vera si estrae, con lavoro manuale, un succo denso, concentrato, gelificato, ottenuto eliminando attentamente la parte più esterna della foglia, che è ricoperta da piccole ghiandole contenenti antrachinoni, sostanze dall'azione lassativa o purgativa, secondo il dosaggio, azione che non sempre è desiderata. Una volta privata di questa parte, della foglia rimane la parte centrale quasi bianca, traslucida, che viene macinata e centrifugata per eliminare le fibre: in questo modo si recuperano in maniera integrale tutte le molecole di interesse fitoterapico in essa contenute, pare oltre 200, in grado di esplicare molteplici attività di carattere biologico. |
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Il termine latino dell'aloe selvatica è Aloe Ferox. Spesso questa pianta viene confusa con l'agave e, per tale motivo, si pensa comunemente che appartenga alla famiglia delle cactacee, mentre invece appartiene a quella delle liliacee. L'Aloe Ferox cresce nella regione vergine ed idilliaca del Capo, in Sud Africa. Grazie alla sua composizione biochimica, l'aloe selvatica è una vera e propria farmacia portatile.