| Equiseto |
Equisetum arvense Sinonimi Coda cavallina, asperella, coda equina , code di cavallo code d'asino. Descrizione Si tratta di una pianta alta da 20 a 65 cm, perenne. L’ equiseto è molto particolare in quanto ha radici, ma né fiori né semi, la sua riproduzione è assicurata dalle spore, il loro involucro è costituito da 4 strisce elastiche che si srotolano quando l’aria è calda, liberandole. Un’ altra particolarità consiste nella successione sullo stesso ceppo di due fusti differenti, il primo compare in primavera è fertile, lungo 10-25 cm, non ramificato, di colore rossastro e porta all’ apice la spiga con le spore, scompare in estate. Viene sostituito da un fusto sterile verde, scanalato, cavo, molto ramificato, alto fino a 50 cm, diviso in segmenti separati tra loro da nodi. I rami sono verticillati ,gracili, ruvidi. Odore nullo. Etimologia Mattioli, medico e botanico del cinquecento, spiegò l’ origine del nome equisetum , che in italiano significa coda di cavallo, dalla somiglianza della pianta adulta con la coda di cavallo. Habitat e provenienza Diffuso nelle zone temperate dell’ emisfero settentrionale, lo si trova soprattutto in fossi e scarpate, fino a 2500m. Sapore Insapore, masticandolo scricchiola sotto i denti. Proprietà Possiede caratteristiche astringenti, cicatrizzanti, diuretiche, emostatiche, rimineralizzanti, queste ultime importanti per ossa, cartilagini, unghie, capelli. Lo si usa come diuretico nelle affezionio batteriche e infiammatorie delle vie urinarie e nelle renella, in quanto aumenta l’ irrigazione delle vie urinarie escretrici . La droga determina una tipica diuresi d’ acqua senza modificare l’ equilibrio elettrolitico. Lo si utilizza anche in caso di edemi post-traumatici e statici. Esternamente lo si usa come coadiuvante di ferite a cicatrizzazione difficile, eczemi, ferite purulente a gambe e piedi, facendo degli impacchi o dei lavaggi. La sua azione rimineralizzante è dovuta al sua elevato contenuto in silicio, che avrebbe un ruolo guida nel facilitare la calcificazione delle ossa, soprattutto nei primi stadi della loro formazione, e aiuterebbe la formazione del callo osseo in seguito a fratture. Lo si usa, per esempio, dopo fratture. Sembra possedere un’ azione profilattica nei confronti dell’ aterosclerosi, in quanto il silicio è un fattore di conservazione dell’ integrità delle arterie. Il silicio e altri minerali stimolano il tessuto connettivo e sono particolarmente indicati per facilitare la ricostruzione delle cartilagini nel corso di malattie articolari. L’ equiseto svolge anche un’ azione sull’ elasticità dei tendini e delle pareti vascolari, divenendo un ottimo prodotto per sportivi. L’Equisetum arvense contiene flavonoidi, saponosidi (equisetonina), alcaloidi (nicotina) ed in misura maggiore dei silicati (silicio, contenuto sotto forma di silice) ed è quest’ultimo principio attivo che dà alla pianta la possibilità di intervenire nel processo di calcificazione delle ossa, in quanto il silicio ha un ruolo guida nel facilitare il deposito di calcio (M. PEDRETTI, Erboristeria Domani, 1986 n. 9). La pianta ha anche un’azione diuretica, grazie ai flavonoidi (isoquercitina, kaemferolo) in essa contenuti, i quali hanno una buona azione diuretica che è coadiuvata dagli ioni minerali. La pianta ha anche un’azione emostatica che è data dalla capacità della stessa di attivare il sistema di coagulazione fibrino-plastica. L’effetto astringente della tintura sull’apparato genito-urinario si dimostra efficace in caso di sanguinamento da cistite, uretrite e prostatite. |
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